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La
fondazione di Comerconi risale al 950 d.C., a seguito del saccheggio
e della distruzione di Nicotera da parte delle milizie saracene ed è
un'antica colonia greco-romana, com’è testimoniato dai reperti
rinvenuti nella località Chiesiola e nei pressi della fontana di S.
Irene,conservati nel Museo Civico Archeologico di Nicotera.
L’
influenza greco- bizantina e la presenza monastica brasiliana, oggi può
essere constatata nella dedicazione della Chiesa parrocchiale di Comerconi
a S. Nicola, santo “brasiliano” e orientale.
Essa
è una frazione del comune di Nicotera ed il suo nome incontra varie
interpretazioni fra cui “ornamento” oppure “paese cintato da
mura”.
Comerconi,
è famosa nella sua zona prima di tutto per il suo vino e per
il suo olio. Il suolo è infatti ricoperto da alberi di ulivo, vigneti e
querce e l’attività praticata è soprattutto agricola. Il vitigno
comerconese è il Gaglioppo. E' raro, tuttavia, che il Gaglioppo sia
vinificato in purezza. Infatti, si cerca di attenuare alcune sue asperità
accompagnandolo con altre uve ed il risultato finale è spesso molto
buono: un vino corposo, di colore rubino intenso. Pure l'Ulivo ha trovato
clima temperato nella collina del Poro, tanto da sostituire quasi
del tutto le antiche querce che caratterizzavano il paesaggio fino a
qualche generazione fa; querce che però ancora resistono con qualche
esemplare spettacolare nella Contrada Madonnella e nella strada
interpoderale che si arrampica verso il Santuario di Monte Poro.
Oltre a svariate tipologie di FRUTTA, fra cui fichi, bianchi e neri,
prugne e pere (nella località Chiesiola ne fruttifica un tipo speciale
dal gusto delicatissimo, che si presenta a grappoli,); subito dopo le
prime piogge dell'autunno, quasi affiorano dal terreno, insieme a funghi
prataioli, chiodini, porcini, pioppini anche i tartufi assai simili al
tartufo nero.
Ha
una chiesa parrocchiale sotto il titolo di S. Nicola vescovo, che fu
riedificata da re Ferdinando IV dopo il terremoto del 1783 che aveva
distrutto tutto il paese.
Pare che a Comerconi, nel sec. XV, ci fosse un’altra chiesa S. Maria
della Pietà ed in questa chiesa erano conservati il Santissimo e i sacri
oli. Esistevano inoltre la confraternita del “Sacramento” che fu poi
trasferita nella chiesa parrocchiale.
Il
terremoto avvenuto nel 1908, causò numerosi danni alla città e gli
abitanti furono costretti a vivere in misere capanne ed a ricostruire la
cittadina con stenti e fatica.
Anche
la chiesa- che subì la stessa sorte-, fu ricostruita dopo anni,
realizzando l’affrescatura del soffitto, con S. Nicola.
Una
ristrutturazione effettuata qualche anno fa ha dovuto abbattere e
ricostruire l’intera copertura della chiesa di S. Nicola,rovinando i
dipinti. L’affresco sopra l’entrata della chiesa raffigurava S.
Antonio da Padova, che è infatti l'altro patrono di Comerconi. E i
Comerconesi organizzano ogni anno la sua festa - con la processione della
statua per le vie del paese -, a volte anche posticipandola dal 13 giugno
a metà agosto, per consentirvi la partecipazione dei tanti emigrati che
tornano ogni estate in Calabria per le vacanze.
Un’altra
tradizione è quella del Presepe vivente, realizzato nella parte vecchia
del paese, oramai disabitata. Proprio in cima all'abitato, di fianco alla
Fontana Vecchia e ai suoi lavatoi consunti da generazioni di fatica, viene
posta la Mangiatoia, con l'ultimo nato nell'anno a rappresentare con i
suoi genitori la Sacra Famiglia.
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