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Nicotera
vanta uno fra i più belli scenari del mondo, includendo lo
Stromboli sempre fumante e le Eolie, la Sicilia con l’ Etna ricoperto di
neve, lo stretto di Messina ed il profondo Aspromonte…La
fiorente pianura di Ravello - posta ai suoi piedi - ricca di agrumeti,
ulivi e dalla splendida vegetazione mediterranea, è la meta preferita
dei turisti.Essa si erige su una verde collina alle falde del Poro in
tutta la sua maestosità e grandezza.
Il passato di questa città è
ancor oggi argomento di studio e ricerca per gli storici.
Secondo gli studiosi il
nome della cittadina è stato originato dalla conversione del
popolo Medameo alla fede cattolica per opera di S. Stefano Niceno,
Vescovo della vicina Reggio.
Nel X secolo, Nicotera,
viene totalmente rasa al suolo ed i suoi abitanti dispersi per le
montagne circostanti, a causa dell’invasione dei Musulmani durante la
quale, la chiesa conquista il primo martire nella persona del suo
Vescovo, il Beato Cesareo, il quale, per non aver voluto rinunciare alla
propria fede, viene trascinato a coda di cavallo subendo glorioso
martirio.
La ricostruzione della città viene
effettuata più a nord ed è voluta dal Normanno Roberto il Guiscardo il
quale era alla ricerca di un approdo marittimo.
Il cambiamento di sito -voluto per motivi
di sicurezza-, non impedisce ulteriori distruzioni. Le seguenti
ricostruzioni avvengono sulla base delle rigide regole artistico-
architettonico- ambientali tipiche dei Normanni. |
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Sotto Federico II, il castello, in stile
normanno, è soggetto alle prime modifiche secondo i principi artistici
degli Svevi, i quali, hanno una propria identità ed una propria
diversificazione specie nelle torri laterali quasi sempre di forma
quadrilatera. Successivamente viene ampliato, fortificato e modificato
data la posizione strategica assunta dalla città nella guerra in atto
contro gli Aragonesi. |
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Nella costruzione di Nicotera, Roberto il
Guiscardo, aveva voluto rispettare il numero delle porte delle
precedenti città, che in numero di sette, avevano la denominazione di:
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Sotto Federico II, Nicotera, subisce una
lieve ristrutturazione poiché avendo affidato l'attività creditizia del
regno agli Ebrei, la città è fra le prime ad ospitarli. Per evitare le
reazioni della popolazione indigena, che temeva una diminuzione di
potere, fa costruire il loro quartiere all'ombra del Castello e della
Cattedrale per meglio proteggerli. Tale zona è soggetta a continue
modifiche affinché il numero degli edifici possa essere adeguato alle
esigenze religioso-ambientali dei nuovi venuti. Oggi a Nicotera gli
Ebrei non ci sono più, ma il loro quartiere continua ad esistere.
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La prima Chiesa ad essere costruita è
la Cattedrale, la quale viene ubicata con la prospettiva rivolta
verso il Castello, quindi verso nord nel punto in cui oggi si trova
la Sala Capitolara e l'Abside dell'attuale Chiesa. Documenti
rivelano che essa era relativamente grande. |
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Quasi contemporaneamente, fuori le mura
viene edificata la Chiesa dedicata a San Nicola.
Sul finire del XIII secolo, nella parte
bassa, viene fondata la Chiesa di Santo Andrea dei Civili, con relativo
"ospedale" (così chiamata perché i civili usufruivano della stessa
assistenza data ai pellegrini dalla Chiesa).
In questo stesso periodo si ritrovano
fuori le mura le Chiese di Santa Barbara e di San Salvatore. Si presume
che esse siano state le prime sacre costruzioni volute dai Normanni. |
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Fuori dalle mura sorge il Convento di
S. Francesco di Assisi,tra la marina e la città. Il cenobio
francescano, costruito alcuni anni dopo -e dedicato a Santa Maria
delle Grazie-, viene distrutto dal sisma del 1783, ma di questo
possente monastero sono arrivate, sino ai giorni nostri, i
misteriosi sotterranei e le gallerie. In seguito alla depredazione
della Cassa Sacra, è rimasto solo il Cristo Ligneo e la statua
marmorea di Santa Maria delle Grazie, spostati entrambi nella
Cattedrale. |
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Delle mura cittadine non
rimane nulla poiché sono state abbattute nel corso della costruzione dei
quartieri settecenteschi ed ottocenteschi. Si sa che recingevano per
intero la città ed avevano quattro torri ai quattro angoli.
Per quanto attiene alla rete viaria, la
città risulta "tagliata" da cinque strade parallele le quali dividono
anche i cinque quartieri in cui è suddivisa Nicotera: Baglio - Porta
Grande - Giudecca - Santa Chiara e Palmentieri. Fuori le mura si ha il
Borgo, abitato da persone del “popolo”.
Il 19 maggio del 1638, segna l’ultimo
assalto della città da parte dei Turchi, col conseguente incendio e
distruzione quasi totale della città. In quel triste evento il
Crocifisso della Cattedrale è bersaglio di sette e proiettili sparati
dai Turchi.
Alla ferocia degli assalitori si aggiunse
anche l’avidità dei Mottesi, i quali completano l’opera di spoliazione
e di saccheggio. Le persone che riescono a sfuggire alle deportazioni
dei Turchi e i pochi ritornati in patria, iniziano i lavori per la
ricostruzione della Chiesa di Gesù e Maria, grazie alle donazioni fatte
da essi stessi.
Nel 1712, una grave epidemia porta
lutti e rovina ed alcuni anni dopo si sviluppa un forte incendio che
danneggia la Cattedrale ed una forte carestia causata da siccità apporta
molta miseria e tanti guai. In quello stesso anno il Ruffo dà mano alla
ricostruzione del Castello e al prosciugamento della pianura di Ravello,
mediante la costruzione di un canale di scolo per la raccolta delle
acque. Mons. Francesco Franco nel contempo provvede alla ricostruzione
della Cattedrale eregendovi il monumentale altare marmoreo, la sala
Capitolare, il campanile e Episcopio.
Alla fine del XVIII secolo, la
situazione politica subisce un capovolgimento grazie alle idee liberali
professate da un giovane avvocato e nello stesso secolo, molti
possedimenti dei signori diventano demanio statale e in essi si
sviluppano il quartiere Rosario e Foschea.
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